Gratis per sempre per le prime 200 famiglie
Tu e i tuoi figli · aperto ora

Falli crescere con la tua voce.

Sono piccoli adesso. Aya ti fa una domanda le sere che scegli tu, su WhatsApp, e tu rispondi con un vocale di due minuti. Da grandi potranno chiederti quello che vorranno, e sentire la risposta con la tua voce di questi anni.

Perché adesso

La versione di te di quest'anno non tornerà mai più.

Non i grandi discorsi: i dettagli. Come pensi oggi, cosa ti fa ridere, la canzone che metti in macchina, la paura prima che nascessero i tuoi figli. Tra dieci anni sarai un'altra persona, e loro avrebbero voluto conoscere anche questa versione di te.

Inizia ora
Due minuti, non un progettoUn vocale mentre sistemi la cucina o guidi. Niente da montare, niente da scrivere.
Cresce con loroPrima cominci, più lungo è il racconto che avranno tra le mani da grandi.
Accorcia la distanzaSe vivi lontano, o li vedi meno di quanto vorresti, una sera alla volta resti presente: con la tua voce, non con un messaggio.
Trasmetti quello in cui crediNon con una lezione: raccontando. Cosa ti ha insegnato tuo padre, dove hai sbagliato, cosa non rifaresti. I valori passano dalle storie.
Qual è stato il tuo primo lavoro vero, e cosa hai comprato con la prima paga?stasera
La canzone che metti in macchina quando sei soloin coda
Cosa speri che imparino da te, e cosa speri di noin coda
Il giorno in cui hai capito che eri diventato grandein coda
Di cosa parlavate tu e tua madre, in cucinain coda
Le domande

Le cose che non pensi mai di raccontare.

Aya te le chiede una alla volta, alle 21:00 o all'ora che scegli. Ogni domanda nasce da quello che hai detto la sera prima: se parli della bicicletta rossa, domani ti chiede dove sei andato la prima volta. Puoi saltare, puoi rimandare, puoi dire "questa no".

Sei tu che rispondi, su WhatsAppNiente app in più. Un vocale, come ne mandi già dieci al giorno.
La tua sera

Un viaggio costruito su di te.

La prima sera Aya ti chiede perché lo fai. Da quella risposta, e da quello che vuoi ottenere, costruisce il viaggio: le domande che riceverai sono pensate per te, non uguali per tutti.

21:00
Arriva la domandaSul tuo WhatsApp, all'ora che hai scelto. Se la sera è piena, resta lì fino a domani.
22:40
Rispondi quando i bambini dormonoUn vocale, come ne mandi già dieci al giorno. Le tue parole, come vengono, senza rifare.
Domani
Aya riprende un dettaglioLa domanda di domani nasce da stasera. Così il racconto va a fondo senza che tu debba pensarci.
aAya
Prima sera
Ciao Marco, sono Aya. Prima di cominciare, una domanda per capire come farti le altre: perché vuoi farlo? Per accorciare la distanza con i tuoi figli, per lasciare loro qualcosa di te, per raccontare quello in cui credi… Rispondi come vuoi, anche con un vocale.21:00
1:1221:08
Grazie. Ho capito: la distanza, e le cose che non riesci a dire di persona. Le domande partiranno da lì. La prima arriva domani alle 21:00.21:10
Perfetto.21:11
Un giorno

Quando saranno pronti a chiedere.

L'archivio è tuo e chiuso, finché non decidi tu. A sedici anni, a trenta, quando vuoi: scegli a chi aprirlo e scrivi un messaggio che leggeranno per primo. Da lì potranno chiedere ad Aya qualsiasi cosa, e Aya risponderà solo con le tue parole, con il vocale accanto. Onesta anche su quello che non hai mai detto.

Fino ad allora, nessunoNé il tuo compagno, né i tuoi figli, né noi. Le risposte che tieni per te restano tue anche dopo.
Tua figlia, un giorno
Il messaggio che hai lasciato"Qui ci sono le sere in cui avevi tre anni e io non sapevo ancora niente. Chiedimi quello che vuoi."
Come hai capito che era la persona giusta?
Con le parole di Mamma, dal 2026.

"Non è stato un colpo di fulmine. Ho capito da come rideva delle cose stupide, le stesse mie. La certezza è arrivata piano, in cucina, senza accorgermene."

1:48 · Mamma, 34 anni
Un anno dopo

Una sera dopo l'altra, con la tua voce.

Non un libro da scrivere, non un video da montare. Un archivio che si è riempito da solo, due minuti alla volta, mentre facevi altro. Lo riascolti quando vuoi, lo scarichi tutto, decidi tu cosa tenere.

300risposte
~10hdi voce
0da scrivere
Le tue rispostesera 212
La canzone che metti in macchina quando sei soloSempre la stessa, da vent'anni. Non la dico, così un giorno la cercate…0:58 · marzo
Cosa speri che imparino da te, e cosa speri di noChe si può cambiare idea senza vergogna. E spero di no la fretta, quella è mia…
Il giorno in cui hai capito che eri diventato grandeLa notte in ospedale, quando è nata. Ho pagato il parcheggio e ho pensato: adesso tocca a me…
🔒 Due risposte tenute per te
Se le cose cambiano

Le risposte restano tue.

La vita in dieci anni cambia. L'archivio segue una sola regola: appartiene a chi ha parlato.

Se lo fate in due e poi vi separateOgni archivio è della persona che ha risposto. Nessuno dei due può aprire, cancellare o ascoltare quello dell'altro.
Se cambi telefono o numeroNon perdi niente. L'archivio non vive nel telefono: basta dirci il numero nuovo e le domande riprendono.
Se smetti per un po'Le domande si fermano, le risposte restano. Riprendi quando vuoi, da dove eri.
Se cambi idea su chi può ascoltareApri e chiudi l'archivio quando vuoi, anche dopo averlo aperto. Le risposte tenute per te restano chiuse comunque.

Le domande che ci fanno i genitori.

È proprio adesso il momento. Stai raccogliendo chi sei in questi anni, un poco le sere che scegli tu, così che ci sia quando cresceranno.

Sì. Ognuno risponde alle sue domande, sul suo WhatsApp. Gli archivi restano separati finché non decidete voi.

Nessuno, oltre te. Puoi riascoltarle e cancellarle quando vuoi. Noi non le ascoltiamo e non le usiamo per nient'altro.

Quello che hai detto resta tuo: lo esporti, voce e testo, e lo tieni dove vuoi. Puoi riprendere quando vuoi.

Adesso. Puoi iniziare oggi stesso, su WhatsApp: registrati qui sotto e la prima domanda arriva la sera che scegli tu.

8,90 € al mese per chi risponde, un prezzo solo per la coppia, IVA esclusa. Chi ascolta e fa domande non paga. Le prime 200 famiglie: gratis per sempre.

Comincia a tenere la tua voce, da stasera.

È aperto ora. Sei tra le prime famiglie.

Inizia ora Oppure invita un genitore, oggi →