
Non un libro da scrivere, non un video da montare. Le storie che conteresti ai tuoi figli, una alla volta, come vengono: a voce, quando hai due minuti.
Il primo lavoro e la prima paga, la canzone che metti in macchina quando sei solo, di cosa avevi paura prima che nascessero. Sono le cose che non pensi mai di raccontare, e che loro un giorno vorrebbero sentire. A voce escono vere, con le pause e il dialetto, come sei tu.
Aya ti scrive su WhatsApp e ti fa una sola domanda. Tu rispondi con un vocale di due minuti, senza rifare. La domanda di domani riprende un dettaglio di stasera, così una storia tira l'altra e l'archivio si riempie da solo, una sera alla volta, mentre fai altro.
L'archivio è tuo e resta chiuso finché non decidi tu. Quando vorrai, i tuoi figli potranno chiedere ad Aya quello che vogliono, e Aya risponderà solo con le tue parole, con il vocale accanto. Mai una frase inventata.
La prima domanda può partire la sera che scegli tu.